Come si origina il deficit osseo
Quando un dente viene perso o quando non si è mai sviluppato, l'osso alveolare perde lo stimolo funzionale e si riassorbe. La cresta ossea diventa più stretta e più bassa, e con essa si riducono anche i tessuti gengivali sovrastanti. Questa è la condizione che molti studi descrivono come "osso insufficiente": non l'assenza totale di osso, ma un volume residuo inadeguato per i protocolli implantari tradizionali.
Spesso, dopo un esame radiografico tridimensionale (CBCT) ed un'attenta valutazione clinica, un caso giudicato non trattabile con altri approcci rientra invece tra le indicazioni elettive dell'MTM.
Come l'MTM risolve il problema
L'approccio convenzionale ragiona per sottrazione e addizione: dove manca osso, lo si aggiunge con innesti (autologhi, eterologhi o sintetici) protetti da membrane barriera. Il Management Tissutale Morfogenico agisce in modo biomimetico: invece di "importare materiale", crea le condizioni affinché sia l'organismo a rigenerare l'osso alveolare e la sovrastante gengiva.
Attraverso un'espansione meccanica controllata della cresta (Morphogenic Bone Splitting), l'impianto viene posizionato e contemporaneamente si genera uno spazio in cui periostio ed endostio, naturali riserve di cellule staminali multipotenti, attivate dall'intervento, ricostruiscono il complesso osteo-muco-periostale. Nessun materiale esogeno, nessuna membrana, nessun sito donatore da cui prelevare.
I principi fondanti
- Approccio biologico: si lavora stimolando le capacità riparative dei tessuti del paziente, non contro di essi. Il rischio di rigetto, di esposizione della membrana o di complicazioni infettive post-operatorie è eliminato alla radice.
- Una sola seduta chirurgica: espansione, impianto e gestione dei tessuti avvengono nello stesso intervento in oltre il 90% dei casi.
- Tempi brevi: l'intero percorso terapeutico si completa in 3-4 mesi, contro i 12-18 mesi dei protocolli rigenerativi tradizionali.
MTM a confronto con gli approcci tradizionali
| Innesto osseo + membrana (GBR) | Approccio MTM | |
|---|---|---|
| Materiali aggiunti | Osso da prelievo o sintetico, membrane barriera | Nessuno: rigenerazione dei tessuti del paziente |
| Sedute chirurgiche | In genere 3 o più (salvo complicazioni) | Una nel 90% dei casi |
| Durata complessiva | 12-18 mesi | 3-4 mesi |
| Rischio di rigetto / esposizione membrana | Presente | Assente |
| Sito donatore | Possibile (prelievo) | Non necessario |
Il confronto non riguarda solo il comfort. Minori fasi chirurgiche e tempi operativi più brevi comportano minori costi economici e biologici, un recupero più rapido della funzione e dell'estetica ed una drastica riduzione delle complicazioni post-operatorie.
Un secondo parere prima di accettare un innesto
Se Le è stato proposto un grande innesto osseo, o Le è stato detto che non si possono fare impianti, vale la pena richiedere una valutazione con l'approccio MTM. In molti casi esiste una strada più breve e meno invasiva.
Domande frequenti
Sì. L'approccio MTM è stato sviluppato esattamente per le creste strette o con deficit di volume. Consente, nella gran parte dei casi, di espandere la cresta e posizionare l'impianto nella stessa seduta, senza innesti ossei né membrane barriera.
La diagnosi di osso insufficiente si riferisce di solito a una cresta troppo sottile per i protocolli convenzionali, non a una controindicazione assoluta. Con l'MTM molti di questi casi sono trattabili senza ricostruzioni ossee preliminari. È utile un secondo parere clinico supportato da una attenta valutazione CBCT.
Il trattamento si completa in 3-4 mesi, con un'unica seduta chirurgica in oltre il 90% dei casi. I protocolli con innesti e membrane richiedono in genere 12-18 mesi e 3 o più sedute (salvo complicazioni).
Perché crea le condizioni affinché siano periostio ed endostio, fonti naturali di cellule staminali osteogeniche, a rigenerare l'osso nello spazio prodotto dall'espansione della cresta. Non si introducono materiali esogeni: il rischio di rigetto è nullo e la biologia del sito è rispettata.