Perché i ritrattamenti sono casi difficili
Un sito che ha già subito un intervento fallito non è un sito vergine: presenta perdita ossea, tessuti cicatriziali, mucosa alterata, a volte un impianto posizionato con un'inclinazione che compromette l'estetica o la funzione. La tentazione, in questi casi, è ricostruire aggiungendo sempre più materiale: innesti più grandi, membrane, sostituti ossei. Ma più si "carica" un sito compromesso, più ci si allontana dalla sua biologia naturale.
È esattamente il contesto in cui l'approccio biomimetico mostra il suo vantaggio maggiore.
L'approccio MTM nei ritrattamenti
L'MTM affronta il sito compromesso recuperando i volumi attraverso la rigenerazione dei tessuti del paziente, senza accumulare ulteriori materiali esogeni. Si ricostruisce il complesso osteo-muco-periostale e, dove serve, si riposiziona correttamente l'elemento, restituendo sia la funzione sia un profilo estetico naturale.
Le situazioni tipiche
- Impianto fallito da rimuovere e sostituire ricostruendo il sito.
- Impianto mal posizionato, con angolazione errata o sorriso distonico.
- Perimplantite con perdita ossea attorno all'impianto.
- Esiti estetici insoddisfacenti di trattamenti precedenti.
MTM a confronto con il "ricostruire aggiungendo"
| Ricostruzione con innesti su sito compromesso | Approccio MTM | |
|---|---|---|
| Logica | Aggiungere materiale dove manca | Recuperare e rigenerare i tessuti residui |
| Materiali esogeni | Innesti, membrane, sostituti | Nessuno |
| Rischio su sito già "fragile" | Maggiore (esposizioni, insuccessi ripetuti) | Ridotto: si rispetta la biologia |
| Estetica | Variabile | Ripristino di volumi e contorni naturali |
Perché richiedere un secondo parere prima di un nuovo intervento invasivo
Se un impianto è fallito o la soluzione proposta Le sembra molto pesante, un secondo parere con l'approccio MTM può offrire una strada meno invasiva.
Domande frequenti
I ritrattamenti sono una delle indicazioni elettive dell'MTM. I siti con deficit da impianti falliti, perdita ossea o alterazioni della mucosa sono i contesti dove l'approccio biomimetico offre i maggiori vantaggi: evita l'uso di ulteriori materiali esogeni e sfrutta la biologia residua del sito per ottenere un'integrazione, anche estetica, stabile.
Sì. Un impianto con angolazione errata o che genera un risultato estetico inadeguato, come un sorriso gengivale o un profilo innaturale, può essere ritrattato. L'MTM permette di ricostruire i volumi e ricollocare correttamente l'elemento, lavorando sui tessuti residui.
Non necessariamente. La logica dell'MTM è opposta all'aggiunta continua di materiali su un sito già compromesso: si punta a recuperare i volumi con la rigenerazione dei tessuti del paziente. È utile una valutazione dedicata prima di accettare interventi ricostruttivi estesi.
Quando un trattamento è fallito o la proposta successiva è molto invasiva, un secondo parere con un approccio diverso è prudente. Lo Studio Calesini a Roma, Via della Croce 77, è specializzato nei casi complessi e nei ritrattamenti.